Il produttore di candele è morto al buio.
Capita spesso che manchi una cosa, a chi produce o possiede la stessa in numerosi esemplari, proprio nel momento del bisogno.
Un saluto al viandante che si ferma su questo Blog, dove si raccolgono proverbi e modi di dire del dialetto calabrese di Maida (CZ).
mercoledì 7 ottobre 2009
lunedì 5 ottobre 2009
Pàgati mastru, ca u fhurnu catte.
Pàgati muratore, anche se il forno è caduto. Viene utilizzata questa espressione nel momento in cui si è costretti a pagare controvoglia qualcuno per un lavoro svolto male.
sabato 3 ottobre 2009
Acqua 'o mare!
Acqua al mare!
Questa espressione viene usata nel momento in cui qualcuno acquisisce delle cose che ha già in abbondanza, ma nonostante tutto il destino continua a fornirgliele.
Solitamente, la frase viene pronunciata - con grave tono di invidia - da colui che pensa di averne più bisogno verso la persona a cui queste cose continuano ad essere destinate.
Questa espressione viene usata nel momento in cui qualcuno acquisisce delle cose che ha già in abbondanza, ma nonostante tutto il destino continua a fornirgliele.
Solitamente, la frase viene pronunciata - con grave tono di invidia - da colui che pensa di averne più bisogno verso la persona a cui queste cose continuano ad essere destinate.
venerdì 2 ottobre 2009
Ogni shpìritu leva 'n domine
Ogni piccola preghiera arriva al Signore.
Di significato identico al detto precedente, ma più "spirituale".
Di significato identico al detto precedente, ma più "spirituale".
giovedì 1 ottobre 2009
Ogni stracùju ize u muru
Ogni piccolo tassello contribuisce alla costruzione di un muro.
Viene utilizzato quando si ha davanti un grande lavoro non imminente, e quindi ogni piccola azione contribuisce alla riuscita finale.
Sembrerebbe in contrapposizione a quello "dell'acquazzina", ma invece è diverso.
L'acquazzina non riempie il pozzo che serve con urgenza, invece " u stracuju" viene posato per un lavoro a lungo termine e anche tra molto tempo lo ritrovi al suo posto.
Viene utilizzato quando si ha davanti un grande lavoro non imminente, e quindi ogni piccola azione contribuisce alla riuscita finale.
Sembrerebbe in contrapposizione a quello "dell'acquazzina", ma invece è diverso.
L'acquazzina non riempie il pozzo che serve con urgenza, invece " u stracuju" viene posato per un lavoro a lungo termine e anche tra molto tempo lo ritrovi al suo posto.
mercoledì 30 settembre 2009
Acquazzina non nda inchje puzzu!
La rugiada non riempie il pozzo.
Questo detto viene usato nel momento in cui ci si trova ad affrontare un ostacolo e ci si presenta davanti ad esso con mezzi non idonei. Pochi soldi per affrontare una spesa elevata. Poca forza lavoro per affrontare un lavoro duro.
Questo detto viene usato nel momento in cui ci si trova ad affrontare un ostacolo e ci si presenta davanti ad esso con mezzi non idonei. Pochi soldi per affrontare una spesa elevata. Poca forza lavoro per affrontare un lavoro duro.
martedì 29 settembre 2009
Duve cacci e no mianti, reste vacante!
Dove togli e non metti resta vuoto.
Si usa quest'espressione quando qualcuno sperpera una ricchezza.
Si vuole anche sotto intendere che la persona che sperpera non si rende conto della ricchezza, solitamente perché non ha sudato per guadagnarsela.
In questo caso c'è un altro detto che calza per lo spendaccione in questione, che dice:
Tuttu u mundu è frittuli!
E cioè si pensa che tutto quello che si vuole si possa ottenere, ma così, ovviamente non è.
Si usa quest'espressione quando qualcuno sperpera una ricchezza.
Si vuole anche sotto intendere che la persona che sperpera non si rende conto della ricchezza, solitamente perché non ha sudato per guadagnarsela.
In questo caso c'è un altro detto che calza per lo spendaccione in questione, che dice:
Tuttu u mundu è frittuli!
E cioè si pensa che tutto quello che si vuole si possa ottenere, ma così, ovviamente non è.
lunedì 28 settembre 2009
Va cumu u ciciaru nto' crivu
Va come un cecio in un crivello.
Se cerchiamo di setacciare un cecio in un crivello per la farina, il cecio saltellerà da tutte le parti, ma ovviamente non attraverserà la fitta rete con cui è costruito il crivello. Si dice quando una persona "va cumu 'na spissija" da tutte le parti e svolge più mansioni contemporaneamente.
Se cerchiamo di setacciare un cecio in un crivello per la farina, il cecio saltellerà da tutte le parti, ma ovviamente non attraverserà la fitta rete con cui è costruito il crivello. Si dice quando una persona "va cumu 'na spissija" da tutte le parti e svolge più mansioni contemporaneamente.
sabato 26 settembre 2009
Pigghja 'u muru e fallu cchjù jà
Prendi il muro e spostalo.
Il detto commenta, in modo definitivo, una difficoltà insormontabile, una situazione d'impasse. I muri crollano, si abbattono, si ricostruiscono: ma spostarli, a mani nude, è cosa umanamente impossibile.
venerdì 19 dicembre 2008
Scialarsi 'u còre
domenica 30 novembre 2008
A gajina fha l'uavu e 'o gaju nci vrusce 'u culu
mercoledì 10 settembre 2008
Cugghjùni 'e pàpara!
martedì 6 maggio 2008
"Untatimi tuttu!"
Allora ungetemi tutto!
Come disse l'avaro sul letto di morte al prete, quando scoprì che l'olio per l'estrema unzione era gratis.
Come disse l'avaro sul letto di morte al prete, quando scoprì che l'olio per l'estrema unzione era gratis.
domenica 20 aprile 2008
(Restare) cu 'u culu ruttu e senza cerasi
E si rimane "con le pive nel sacco", "cornuto e mazziato"... "con il culo rotto e senza ciliegie", insomma.
PS1: Un grazie a Cristina per avermi ricordato questo proverbio;
PS2: Il riferimento a fatti, persone o partiti politici è puramente casuale.
lunedì 7 aprile 2008
Vidire 'a pezza mala pigghjata
Accorgersi che le cose si stanno mettendo male, rendersi conto di essere in una situazione difficile o chiaramente pericolosa.
Di etimologia molto incerta, potrebbe essere un modo di dire legato all'antico mestiere dei tessitori: la "pezza", stoffa grezza e tessuta per metà, è "presa male", inserita cioè nel telaio dal verso sbagliato, rendendo così difficile, se non impossibile, la continuazione del lavoro.
Questa derivazione, però, non spiega il senso del pericolo imminente che sta solitamente sullo sfondo del modo di dire (che infatti spesso continua con una fuga "anchi a lu cuazzu", cioè "gambe in spalla")
Di etimologia molto incerta, potrebbe essere un modo di dire legato all'antico mestiere dei tessitori: la "pezza", stoffa grezza e tessuta per metà, è "presa male", inserita cioè nel telaio dal verso sbagliato, rendendo così difficile, se non impossibile, la continuazione del lavoro.
Questa derivazione, però, non spiega il senso del pericolo imminente che sta solitamente sullo sfondo del modo di dire (che infatti spesso continua con una fuga "anchi a lu cuazzu", cioè "gambe in spalla")
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