
Letteralmente: "testicoli d'anatra". Un modo un po' volgare per sottolineare qualcosa di impossibile, di inesistente o di irrealizzabile.
(In realtà pare che le anatre maschio i testicoli ce li abbiano eccome: nascosti, ma ci sono).
Un saluto al viandante che si ferma su questo Blog, dove si raccolgono proverbi e modi di dire del dialetto calabrese di Maida (CZ).
Dietro il proverbio ci si può agevolmente immaginare un'arrampicata difficile su un albero, una caduta dolorosa, magari dovuta alla fretta e alla paura che possa arrivare il contadino, una fuga dopo aver visto 'a pezza mala pigghjata...
Sull'architrave che chiude la scena del Cinema di Maida c'è un'iscrizione che ogni maidese (se nato qualche anno prima della chiusura del suddetto cinema) conosce a memoria: L'arte è un ponte che unisce la terra al cielo, l'uomo all'uomo. La frase, molto bella, è dello scrittore calabrese Corrado Alvaro.
Oggi, invece, questa "tabacchìara 'e lignu" di epoca napoleonica vale una fortuna (atru ca chjàcchjari!)